BEAN TO BAR

il CACAO: il cibo degli Dei

THEOBROMA CACAO è il nome scientifico dell’albero di cacao e gli venne attribuito da Carlo Von Linné.
Dal latino: THEO=Dio BROMA = Cibo. Il Cibo degli Dei.

L’albero del cacao cresce e frutta in ambienti tropicali, i semi di cacao contenuti all’interno della Cabossa, raccolta manualmente dai contadini locali, sono prima liberati dalla mucillagine che li avvolge e sottoposti al processo di fermentazione, un processo analogo a quello dell’uva, fondamentale importanza perché responsabile del sapore finale del cacao che può assumere note fruttali, complesse più o meno dolci, aromatiche e intense. L’essicazione poi, mette fine al processo di fermentazione, è fondamentale per la conservazione del cacao in quanto riduce l’umidità al 7/8% permettendone la conservazione.

Questo delicati passaggi consentono al cacao di sviluppare e sprigionare aromi. E’ necessaria quindi una buona conoscenza delle varietà delle fave utilizzate nel processo di trasformazione in cioccolato

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l'albero del CACAO

Dal punto di vista botanico l’albero del cacao appartiene alla famiglia delle Sterculiacee. Sempre verde con un’altezza che varia dai 5/7 metri fino a raggiungere i 12/15 metri, é una pianta CAULIFLORA ovvero i frutti nascono sul tronco e sui rami più grandi a differenza dei comuni alberi da frutto. Il tronco e i rami sono lisci di color verde grigio, i fiori, privi di profumo, vengono prodotti due volte l’anno in grandi quantità ma solo il 1%-3 % di loro si trasformerà in frutto.

L’albero del cacao è inoltre una pianta molto delicata che non ama la luce diretta del sole e gli sbalzi di temperatura: cresce infatti in condizioni climatiche in cui le piogge siano abbondanti con conseguente elevata umidità dal 70°l 100% tipica dei paesi tropicali e una temperatura costante compresa tra i 18° e 32°, frutta durante tutto il periodo dell’anno ma i raccolti principali vengono generalmente effettuati due volte l’anno. In funzione della varietà le produzioni variano dai 300 kili/ettaro per il CRIOLLO, o varietà molto delicate, fino ad arrivare a 1500 kili/ettaro per varietà intensive come il FORASTERO o alcuni Ibridi da lui derivati. Una piantagione di cacao ha raccolti piuttosto esigui rispetto ad altri tipi di coltivazioni.

la CABOSSA

LA CABOSSA, il frutto dell’albero di cacao di forma ovale lunga dai 15 ai 30 cm, di colore variabile dal verde o rosso tenue in fase di sviluppo per raggiungere a maturazione completa colori dal giallo intenso, all’arcione o viola a seconda del tipo di monorigine e dell’area geografica in cui cresce e viene coltivato, dopo circa 6 mesi dalla fioritura. All’interno del frutto, che viene raccolto manualmente mediante l’utilizzo del “machete” da operatori estremamente abili a non danneggiare fiori o gemme vicini per non compromettere la produttività dell’albero. Contiene al suo interno dai 25 ai 50 semi di cacao avvolti nella mucillagine e ancorati alla placenta.

La Cabossa è composta da

LA BUCCIA ESTERNA

PLACENTA

La linea centrale a cui sono ancorate tutte le fave di cacao, si disintegra durante il processo di fermentazione.

MUCILLAGINE

polpa che ricopre e protegge i semi di cacao responsabile della trasformazione degli zuccheri in fase di fermentazione.

SEMI DI CACAO

le varietà di CACAO

Secondo teorie accreditate i primi alberi di cacao sarebbero da considerarsi originari della foresta amazzonica in cui si svilupparono negli anni A.C. due Varietà genetiche situate rispettivamente nelle Ande Venezuelane e nell’amazzonia Brasiliana, dando origine alle due varietà più antiche: IL CRIOLLO E IL FORASTERO.

L’unione genetica dei due ha dato origine al primo Ibrido della storia il TRINITARIO.

il CRIOLLO

La parola CREOLO da cui ne deriva il nome ha origini Portoghesi e significa INDIGENO. Il più raro, prezioso e nobile delle tre varietà con una produzione davvero limitata – circa il 3% della produzione di cacao mondiale - perché la pianta è fragile e delicata facilmente aggredibile da parassiti e funghi. Il cacao più antico mai coltivato dall’uomo è profumatissimo, molto aromatico con un gusto persistente e dolce al palato. Produce frutti allungati con caratteristico becco a pappagallo, ogni suo frutto genera all’interno dai 20 ai 40 semi di colore bianco.

FORASTERO

Il più comune, coltivato e commercializzato al mondo in quanto cresce su un albero robusto e resistente agli attacchi dei parassiti, ha un’elevata produttività e grande rendimento.

Queste varietà, come anticipato, hanno dato origine a IBRIDI che prendono il nome di TRINITARIO, un cacao che nasce dall’unione del Criollo e Forastero e vanta profili aromatici in perfetta combinazione con i precedenti. Proveniente dall’isola di Trinidad nei Caraibi, è una pianta robusta e produttiva, il cacao ottenuto da queste piante ha un elevato contenuto di grassi naturali all’interno dei semi.

Dalla fioritura alla raccolta del CACAO

Dalla fioritura alla raccolta del frutto sono necessari 4/6 mesi. E’ fondamentale che i contadini siano abili nel determinare la maturazione della fava e a staccarle dall’albero nel momento giusto: se le Cabosse vengono staccate troppo presto non avranno avuto il tempo necessario per sviluppare la giusta quantità di zuccheri essenziali per un corretto processo di fermentazione.

I semi di cacao vengono estratti dal frutto manualmente dai contadini e trasportati nel centro di Fermentazione, struttura generalmente condivisa da più coltivatori. Il processo deve essere effettuato necessariamente entro le 24/48 ore.

Generalmente ha una durata di 3/7 giorni a seconda della monorigine e dal risultato finale che si desidera ottenere: per il FORASTERO o le varietà in cui si ricercano note marcate di cacao ,caffè e aromi decisamente persistenti la durata varia dai 5 ai 7 giorni mente per il CRIOLLO e varietà più aromatiche il processo varia dai 2 ai 5 giorni al fine di sviluppare aromi secondari fruttali, floreali e comunque più delicati pertinenti alle fave stesse.

Le tecniche di fermentazione sono differenti e si possono suddividere in 4 tipologie: IN MUCCHIO, IN CESTO, IN SCALA, IN CASSA. La più utilizzata per ottenere un cacao pregiato è sicuramente la tecnica in cassa lineare che presenta fori sul fondo per permettere una corretta ossigenazione legata agli spostamenti e il drenaggio della mucillagine liquefatta durante la trasformazione. E’ necessario inoltre movimentare giornalmente le fave in modo ripetitivo e seguendo schemi precisi al fine di ottenere una maggior uniformità del risultato finale.

Questo delicato processo BIOCHIMICO si divide in 3 step: FERMENTAZIONE ALCOLICA, LATTICA E INFINE ACETICA.

Riassumendo quindi la mucillagine viene attaccata da microrganismi e si dissolve fino a liquefarsi a fine processo liberando i semi esaltandone proprietà gusti e aromi attivando e sviluppando i PRECURSORI D’AROMA che saranno poi responsabili finali del sapore del cioccolato.

Al termine della fermentazione le fave vengono rimosse dalla cassa , distese per dare inizio alla Fase di ESSICAZIONE. E’ necessario tener conto che continua lo sviluppo di alcuni processi di trasformazione chimico-fisica non terminati nella precedente fase: si completa la trasformazione e ossidazione dei polifenoli facendo scomparire il colore bianco-violaceo dalla fava che assumerà una colorazione marrone più o meno intensa. Il metodo più diffuso che consente di ottenere i migliori risultati, consiste nello stendere le fave su letti di essicazione fabbricati in legno. Il cacao viene essiccato per un tempo variabile dai 7 giorni alle tre settimane in relazione ai fattori ambientali tra cui le condizioni climatiche del luogo.

A questo punto avviene la Pulitura e la selezione dei semi per eliminarne le impurità quali semi rotti, corpi estranei, legnetti e pietre. IL cacao è pronto per essere posto all’interno di sacchi di juta, stoccato nei magazzini in attesa di essere utilizzato.

Fermentazione

- Avviene nella mucillagine
- Viene innescata dai microrganismi
- Il processo inizia subito dopo la rottura del frutto
- Lo scopo è quello di rimuovere la polpa dalla parte esterna del frutto.

PROCESSO DI TRASFORMAZIONE

- Avviene all’interno del frutto
- Viene innescata da enzimi
- Avviene subito dopo la prima fermentazione
- Ha lo scopo di far sviluppare gli aromi ed è parzialmente responsabile del color marrone del cacao.

PRODUZIONE DI CACAO NEL MONDO

Il cacao è originario del Centro America e Amazzonia.

Nel 16 secolo le nazioni europee introdussero il cacao nelle loro colonie. Grazie a questo oggi si coltiva cacao a livello mondiale nelle fascia equatoriale che offre condizioni climatiche ottimali per lo sviluppo e la crescita dell’albero di cacao. La percentuale produttiva annualmente nel mondo si aggira sui circa 3 milioni di tonnellate

Grazie al lavoro degli schiavi le piantagioni di cacao si diffusero in tutte le Colonie Europee del mondo. I Portoghesi portarono cacao in Africa che dai primi del 1800 ad oggi risulta essere il primo paese produttore al mondo. Successivamente anche i Tedeschi e i Francesi contribuirono impiantando in Ghana, Costa d’Avorio, Madagascar, Cameron e Nuova Guinea.

In Sud America la diffusione di coltivazione del cacao è da attribuire agli Spagnoli. Gli Inglesi lo esportarono nei Caraibi e in alcune colonie dell’Asia. Con il contributo della popolazione fiamminga divennero produttori di Cacao Filippine, India, Indonesia, Srilanka.

Nell’arco di circa 400 anni, quindi, l’albero del cacao ha colonizzato interi continenti e coltivazioni a livello equatoriale. L’aroma e il gusto del cacao è ovviamente soggetto all’area geografica in cui viene coltivato, alle condizioni climatiche e al terreno ricco di minerali e nutrienti diversi tra loro.

Ad oggi le produzioni sono stimate nei seguenti quantitativi:

0

Africa

0

Centro e Sud America

0

Asia

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